FRANGISOLE DI FACCIATA

vestire la parete di luce e ombra.

C’è una parete piena di sole. D’estate scotta, riflette, abbaglia; le finestre dietro diventano forni e le si tiene schermate dall’interno, con le tende sempre abbassate. Su quella facciata il sole è qualcosa che si subisce, e a farne le spese sono l’aspetto dell’edificio e il comfort di chi ci sta dentro.

Il frangisole lo trasforma in un disegno. Sono lamelle — di solito nello stesso composito del rivestimento — montate davanti alla parete o alle aperture e distanziate fra loro: filtrano il sole, lasciano passare l’aria e la luce giusta, e disegnano sulla facciata un ritmo di pieni e vuoti che cambia con le ore. Non chiudono, come una tapparella o uno scuro: schermano. È un elemento di architettura, non un oscurante.

PER CHI PROGETTA

Per l’architetto e per l’impresa il frangisole è due cose in una: un gesto e una funzione. È il linguaggio con cui una facciata prende carattere — il passo delle lamelle, il verso, il colore, il gioco d’ombra che si muove durante il giorno. Ed è schermatura vera: davanti a una vetrata esposta a sud o a ovest, le lamelle tagliano il sole diretto prima che colpisca il vetro, così dentro entra la luce ma non la vampa d’estate. Meno calore da smaltire, meno abbagliamento, una parete protetta dal sole battente.

Ciò che sta sotto — l’orditura, gli ancoraggi, il modo in cui le lamelle si agganciano e reggono il vento — è quello che fa la differenza tra un frangisole che dura e uno che vibra al vento o si allenta negli anni: è la parte che seguo con attenzione, dal progetto alla posa, coordinando chi la mette in opera.

E A CASA

Serve dove il sole è troppo: una grande vetrata che d’estate trasforma il soggiorno in una serra, un terrazzo troppo esposto, una parete che vorresti schermare senza chiuderla del tutto. Il frangisole fa ombra e, insieme, dà una linea pulita all’esterno — ripara lo sguardo da fuori senza togliere la luce da dentro. Lo spazio resta vivibile anche nelle ore in cui prima lo abbandonavi al sole.

LO STESSO MATERIALE DELLA FAMIGLIA

Come il pavimento e il rivestimento della stessa famiglia, le lamelle sono in composito: fibre di legno unite a polimeri tecnici. Da fuori hanno il calore e il disegno del legno; dentro, la resistenza di un materiale pensato per stare all’aperto. Non marcisce, non fa schegge, non chiede la riverniciatura di ogni stagione. E in alto conta doppio: tornare su una facciata per rinfrescare la tinta è scomodo e costoso — un materiale che chiede solo un lavaggio è un materiale che resta bello senza pensieri.

NON UN SOLO FRANGISOLE

Cambia il passo delle lamelle — fitte per più ombra, larghe per più luce. Cambia il verso — orizzontali, verticali, inclinate secondo dove batte il sole. Cambia se vestono tutta la parete o solo la fascia davanti alle finestre. Qual è quello giusto dipende dall’edificio: dove guarda, quanta luce prende, cosa deve schermare e che carattere vuoi dargli. Non si sceglie da un elenco: si trova insieme, guardando il posto e l’esposizione.

SPESSO NON È DA SOLO

Sulla stessa facciata il frangisole convive con il rivestimento pieno: lamelle dove serve schermare e far respirare, parete piena dove serve coprire.

NON È IL FRANGISOLE DA FINESTRA

Attenzione a non confonderlo con l’altro frangisole, quello che sta sulla singola finestra: lamelle orientabili e motorizzate, per gestire il sole stanza per stanza. Quello è un prodotto diverso, e vive nella famiglia “Ombra e riparo”. Qui parliamo dell’elemento che veste l’edificio.

E ADESSO

Il modo più semplice è che venga io a vedere l’edificio: guardo l’esposizione, capisco dove il sole va domato e come, e ti porto la soluzione giusta. Sopralluogo e preventivo gratuiti. Il modo più diretto è una telefonata.